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La Costituzione Italiana
Trascorso della legge italiana in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro
La tutela della salute e della integrità psicofisica dei lavoratori, quali soggetti fondamentali dello Stato, è uno dei princìpi che la Costituzione italiana ha posto come fondamento fin dalla sua origine.
L'art.41 della Costituzione, pur affermando che ogni soggetto può esercitare liberamente l’iniziativa economica, stabilisce, quale condizione irrevocabile per svolgere tale attività, il rispetto della sicurezza, della dignità e della libertà umana. Tale concezione impegna non solo il legislatore ad emanare norme di effettiva tutela del lavoratore, ma anche i datori di lavoro ad attenersi a tale obbligo nell'organizzazione delle loro attività economiche.
Inoltre il principio espresso nell'art.35 della Costituzione secondo cui “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni” ribadisce la garanzia al lavoro di una tutela completa, sia in estensione, che in profondità.
Ed ancora, l’art.32 riconosce e tutela la salute “come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”, mentre l’art.38 garantisce ai lavoratori ammalati ed infortunati adeguata assistenza e mantenimento.
L'imprenditore ha pertanto libertà di scegliere il campo ed i tempi dell’attività, ma con il preciso vincolo di tutelare l’integrità fisica, la salute e la dignità dei lavoratori nell’esercizio dell’impresa.
Secondo la Costituzione l’incolumità e la salute degli individui sono valori primari per la società e la loro tutela è un interesse non solo del singolo lavoratore ma anche di tutta la collettività sul piano morale ed economico.
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